Il mondo in tasca

Immagine
"The World in my pocket"     è il disclaimer che DJI riporta per cercare di accattivarsi la sua nicchia di videomakers  casualoni , che pongono l'attenzione sulla miniatura del video pubblicato rispetto al contenuto. Ci può stare, io avevo bisogno invece di uno strumento che mi desse l'opportunità di tirarlo fuori dal "marsupio" per riprendere le fasi del viaggio. Ralph Waldo Emerson scriveva che la vita è un viaggio e non una destinazione   T.S. Eliot sosteneva che l'importante sia il percorso e non l'arrivo   Marcel Proust ricordava che scoprire nuovi mondi non significa cercare terre nuove, ma avere nuovi occhi.   Io dico che: quando si intraprende un percorso quale quello del CAI 723 , la necessità di "compartimentare ciò che merita di essere importante" sia il trait d'union di queste massime, con l'aggiunta della quarta massima: "Viaggiare l...

L'Immagine Imperfetta: La BMPCC OG, il super 16mm e l' Etna - Storie di Imperfezioni visive

In un’epoca dominata dall’ossessione clinica per il 4K/8K e algoritmi di intelligenza artificiale che levigano e standardizzano ogni texture fino a renderla televisiva, sorge spontanea una necessità politica prima ancora che estetica: la disobbedienza tecnologica. Rivendicare l’imperfezione come valore artistico, proprio come ricercavano i cineasti della Nouvelle Vague e del cinema underground con il formato 16mm.

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, ho adottato questa filosofia e la mia Blackmagic Pocket Cinema Camera Original (BMPCC OG) ad alta quota, lungo un percorso selvaggio e a me sconosciuto di 3 chilometri partendo da Schiena d’Asino ma le condizioni Meterologiche di Maggio hanno deviato il nostro percorso, iniziando dal rifugio di Casa Del Vescovo (Zafferana Etnea) fino al Monte Serra Pizzuta. Ad accompagnarci in questa escursione botanica e di ricerca visiva è stato il Prof. Saverio Sciandrello dell’Orto Botanico dell'Università di Catania. Non nego che ho ricercato anche l'ispirazione estetica del Maestro di Passione Etna.

"Questo video ha qualcosa di particolare che non riesco a comprendere..."
— Prof. Saverio Sciandrello

L'Anarchia del "Quasi-Cinema" e il Formato 16mm

La frase del professor Sciandrello riassume perfettamente il mistero della BMPCC OG. Quel "qualcosa di particolare" non è un segreto industriale, ma una precisa chimica visiva. Questa camera, rilasciata nel 2013 e dotata di una tecnologia che ormai ha 13 anni, condivide lo stesso DNA concettuale delle storiche pellicole Super 16mm.

Le pellicole 16mm nacquero per un uso amatoriale, di cronaca o documentaristico; davano la "parvenza" del grande cinema industriale in 35mm, ma non lo erano. Eppure, proprio in quella mancanza di assoluta nitidezza, in quella grana visibile e in quella pasta risiedeva una libertà anarchica di ricerca autoriale che i formati maiores non potevano permettersi.

Il pensiero di una visione a 16mm è nato dopo la visione de: The Waiters - Short Film - Full HD transfer from 16MM print.

La Pocket Original fa lo stesso miracolo nel panorama digitale contemporaneo: si colloca in quella sottile frattura tra la massima professionalità cromatica e l'intimità dell'amatorialità. Non cerca la fredda riproduzione della realtà, ma evoca la memoria, il ricordo.

La Scienza della roccia e il Sensore Fairchild

Cinematograficamente parlando, l'Etna a ridosso di Casa del Vescovo è il banco di prova definitivo per questo sensore. Ci troviamo di fronte a contrasti spietati: la roccia vulcanica nerissima, che assorbe la luce creando ombre profonde, accostata alla vegetazione di un bosco che alle pendici del vulcano diventa dagala, isola di vita complessa circondata da un mare di vita semplice quale le colate di fine 1700 in fase di colonizzazione. Una natura accesa e pioniera sotto il sole accecante d'alta quota ed una nuvolosità ripulita dai forti venti di metà mattina.

È qui che il sensore Fairchild CIS 1910 rivela la sua superiorità semantica. Con la lettura nativa a 12-bit, questo sensore non forza i contrasti. Gestisce il roll-off delle alte luci in modo morbido e chimico, molto simile all'alogenuro d'argento. Dove una camera moderna avrebbe clippato violentemente il cielo o "tagliato" artificialmente i dettagli della pietra lavica, la BMPCC OG restituisce una transizione pastosa, ricca di micro-sfumature colore reali, mai eccessive. Il vento in questo caso satura, ripulisce la patina che l'umidità e lo smog coprono, regalando le sfumature sul ciano della costa ionica a valle che osserviamo sul finale.

Ma perché proprio ARRI LogC3? Nel cinema digitale contemporaneo, lo spazio colore sviluppato per le macchine da presa ARRI Alexa rappresenta il paradigma assoluto dell'emulazione analogica. Sorprendentemente, il vecchio Fairchild CIS 1910 possiede una struttura densitometrica che sembra nata per dialogare con questo spazio. Quando riversiamo i dati RAW a 12-bit della BMPCC OG all'interno della curva LogC3, la macchina non cerca di imitare un look superiore in modo artificiale, ma rivela la sua natura organica. Il Fairchild risponde a questa conversione matematica con una separazione cromatica e un highlight roll-off (la dolce transizione verso il bianco puro del cielo dell'Etna) talmente pastosi e graduali da ingannare l'occhio, avvicinandosi in modo impressionante alla resa materica e organica della regina incontrastata di Hollywood.

Il Workflow Logico: Dal Fotone all'Emulsione

Per preservare l'integrità di questa anarchia visiva, il girato in CinemaDNG RAW è stato sviluppato interamente all'interno del BMPCC OG LAB, adottando un approccio rigorosamente nodale in DaVinci Resolve Studio:

  • Nessuno spazio di lavoro compresso: Abbiamo evitato passaggi intermedi degradanti.
  • Conversione Pura ad ARRI Log C3: La gamma dinamica del sensore Fairchild è stata mappata direttamente nello spazio colore della regina delle camere digitali da cinema.
  • Gestione Matematica delle Alte Luci (Halation): Ricostruzione della dispersione della luce tipica della pellicola chimica nei punti di massimo contrasto.
  • Stampa Finale: La grana e i contrasti che vedete nel video sono l'estrazione nuda e cruda dei fotoni catturati dal sensore.

Conclusione: La Bellezza risiede nel Limite

La lezione che ci portiamo a casa da Monte Serra Pizzuta è che l'osservazione non necessita dell'attuale tecnologia per essere compiuta, analizzata, narrata e condivisa. La BMPCC OG, a distanza di 13 anni dal suo rilascio, non è strumento obsoleto. È avanguardia, per chi ha il coraggio di circumnavigare la standardizzazione visiva moderna ed arrivare ad una visione diversa, familiare, ma pur sempre differente.

Alla fine, cosa stiamo cercando quando inquadriamo gli strati di colate del 1793 di Monte Solfizio con una camera fuori produzione? Non stiamo documentando la realtà geologica. Stiamo cercando di preservare l'anima materica di questo vulcano prima che il perfezionismo digitale la trasformi in un render senza vita. L'immagine imperfetta, con la sua grana ruvida e il suo rumore organico, è magari l'unica lente onesta attraverso cui l'uomo contemporaneo può ancora guardare l'eternità dell'Etna senza sentirsi un estraneo, ma ritrovandovi un po' della propria fragilità.

Dettagli & Specifiche di Produzione

  • Incontro & Evento: 16 maggio 2026 - Giornata Mondiale della Biodiversità (Organizzato da UNICT)
  • Percorso & Location: 3 km da Casa del Vescovo al Monte Serra Pizzuta (Etna Sud, Zafferana Etnea)
  • Camera: Blackmagic Pocket Cinema Camera Original (BMPCC OG, 2013)
  • Sensore: Fairchild CIS 1910 a 12-bit CinemaDNG (1080p Nativo)
  • Sviluppo Post-Produzione: DaVinci Resolve Studio (Pipeline ARRI Alexa Emulation)

Partecipa alla Ricerca sul Colore

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